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Sull’Adriatico l’Albania rottama i gommoni e comincia a farci concorrenza

Fino a qualche tempo fa, l'Albania era quel Paese, sull'altra sponda dell'Adriatico, da cui partivano i gommoni dell'emigrazione. Ore le rotte della speranza sono cambiate, i gommoni sono diventati scafi e non arrivano più dall'ex Juogoslavia, ma dall'Africa.

Capita così che l'Albania riscopra l'Adriatico come fonte di profitto legale. E decida di investire nel turismo.


Il precedente c'è ed è quello del vicino Montenegro, che lungo le sue splendide coste incontaminate ha saputo attirare il ricco turismo russo e quello emiratino. E già che c'era, anche i capitali di questi due Paesi per realizzare yatch club e resort da sogno.

Anche le coste dell'Albania, se sfruttate a dovere, hanno il loro fascino. Per questo il Ministero Albanese dello Sviluppo Urbano e del Turismo ha varato un maxipiano organico in materia, che punta sugli incentivi agli investimenti. Il tutto all'insegna della sostenibilità ambientale, che nella pratica è sinonimo di strutture di un certo livello.

Se tutto va come deve andare, è una bella concorrenza, per quella fetta di Belpaese adagiato sull'altra sponda dell'Adriatico che vive di turismo. A meno che, a fare quegli investimenti in Albania, non siamo anche noi  

  • Pietro |

    Per l’Italia e per gli Italiani sarebbe deleterio se i nostri “capitalisti” investissero in Albania, tasse pagate all’Albania e lavoro agli Albanesi..non credo sia una buona soluzione alla crisi italiana..

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