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Top 100 università del mondo: le italiane no, ma turche, coreane e cinesi sì

Oggi sul Sole24ore.com l'articolo sulla classifica delle migliori università del mondo per reputazione. L'Italia è completamente assente dalle prime cento posizioni. In compenso, ci sono:  la National University di Singapore (21esima), la Seoul National University (26esima), la Tsinghua University di Pechino (36esima), la Peking University sempre della capitale cinese (41 esima). E poi la Lomonosov Moscow State University russa, la National Taiwan University, la Middle East Technical University turca e l'Università di San Paolo.

Lo smacco non è solo culturale. E' la premessa di uno svantaggio economico. Chi ha univerisità migliori avrà professionisti migliori. Avrà manager più adatti a solcare i mari della globalizzazione. Avrà scienziati capaci di generare innovazione tecnologica. E saprà battere la concorrenza internazionale.  

Quindi: o miglioriamo le nostre università. O almeno andiamo a reclutare i cervelli nei templi emergenti del sapere.

  • arthemis |

    Dal link riportato nell’articolo del Sole24Ore:
    `The 2014 rankings are based on a survey carried out between March and May 2013, which received 10,536 responses from 133 countries.`
    `To help elicit more meaningful responses, respondents are asked “action-based” questions, such as: “Which university would you send your most talented graduates to for the best postgraduate supervision?”`
    Assegnato 100 alla prima (Harvard), già a Princeton viene dato solo 35.7 e all’ETH di Zurigo viene calcolato un punteggio pari a 17.4, boh… sembra più una capacità di fare ‘sistema’ tra gli ex alunni.

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