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Cosa hanno in comune la Grecia e l’asilo di mia figlia

Mia figlia frequenta un asilo statale del milanese. Dall'inizio dell'anno scolastico, tre bambini hanno abbandonato la classe. Erano tutti bambini stranieri, le loro famiglie hanno fatto ritorno nel Paese d'orgine. Evidentemente, quest'Italia non sa più essere attraente nemmeno per chi ha meno di noi e si accontenta di poco.

A qualche migliaio di chilometri da qui, invece, parecchi greci questa volta madrelingua fuggono dalla loro madrepatria in profondo rosso.

Cosa lega la Grecia alle defezioni dall'asilo di mia figlia?

Il filo rosso si chiama Albania. Qui torna chi è partito anni fa non solo perché può contare sull'appoggio della famiglia d'origine, ma perché qui può trovare lavoro, a volte più facilmente che nella Vecchia Europa. Anche i greci lo sanno, e infatti ora sono loro a emigrare da queste parti.

In Albania la disoccupazione è al 13,0%, in Grecia al 27,3%. Ecco spiegato perché nel neonato centro per l'impiego di Tirana gli esperti dell'Organizzazione internazionale per il lavoro hanno registrato un'insolita affluenza di greci.

Chi torna in patria non lo fa solo per contare sulla casa dei nonni e sulle verdure dell'orto. Nella newsletter dell'Oil si racconta la storia di Edmond, 17 anni di lavoro in Italia nel settore della logistica: quando da noi ha perso il lavoro, ne ha ritrovato subito uno analogo nella Tirana che cresce. Si racconta anche la storia di  Eriselda, che grazie alla laurea presa in Italia ha trovato lavoro in un'azienda farmaceutica albanese. Delle storie greche si è detto. Chissà se fra qualche anno racconteremo anche storie italiane in Albania