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Cinesi, turchi e brasiliani: merce pregiata per il turismo

Mentre ieri a Milano si apriva la Bit, la fiera internazionale del turismo, in Marocco il ministro responsabile del settore annunciava una serie di accordi con le compagnie aeree e con i governi di quei Paesi considerati potenzialmente più interessanti per capacità di produrre viaggiatori.

Chi sono questi Paesi? Secondo il Marocco sono soprattutto la Cina, la Turchia e il Brasile.


E' a loro che guarda l'industria marocchina del turismo. Un settore che oggi contribuisce al 10% del Pil nazionale, occupa 400mila persone e vale 10 miliardi di dollari (un decimo circa, per intenderci di quello italiano). Re Muhammad VI è atteso in Cina, dove stringerà una partenrship strategica con il ministero degli esteri di Pechino e siglerà una semplificazione dei visti necessari ai turisti cinesi per accedere in Marocco. Mentre nel 2015 dovrebbero arrivare i primi voli diretti tra i due Paesi.

"Anche la Turchia e il Brasile sono nel nostro radar", ha dichiarato due giorni fa il ministro del Turismo marocchino, Lahcen Haddad, mentre concedeva ai proprietari alberghieri locali un paniere di incentivi per resistere alla concorrenza nel settore.  Con la Turchia, per esempio, i voli diretti ci sono già e presto dalle parti di Istanbul aprirà anche una filiale dell'agenzia marocchina per la promozione del turismo.

In Italia l'anno scorso gli arrivi internazionali sono aumentati del 5%, in Marocco invece del 7%. E se fosse perché Rabat punta sulle nazioni giuste?