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Italia nel girone con la Turchia e l’Algeria (ma non è calcio)

L'anno scorso, i drammatici incidenti  nelle fabbriche tessili del Bangladesh costarono cari. Prima di tutto in vite umane: oltre un migliaio di lavoratori morti, bruciati o schiacciati dai crolli dei soffitti. Ma furono anche un danno d'immagine niente male per quelle multinazionali dell'abbigliamento che proprio nelle fabbriche crollate si rifornivano di manufatti destinati ai consumatori benestanti di tutto il mondo. Aziende come l'americana Gap, o come l''italiana Benetton.

Ma quanti sono i Bangladesh del mondo? Quali sono gli altri Paesi dove operare è rischioso per via delle conidizioni di lavoro praticate?

Gli analisti inglesi di Maplecroft hanno appena aggiornato la mappa, che tiene conto non solo della sicuerezza sul lavoro, ma anche dei salari minimi e dell'orario settimanale. La prima, brutta notizia è che la percentuale di Paesi considerati ad "alto rischio" quest'anno è aumentata del 20%. Nel gruppo naturalmente c'è il Bangladesh, c'è la Cina fabbrica del mondo, c'è l'Indonesia e c'è il Vietnam. Ma ci sono anche Paesi che non ti aspetti: come la Russia, il Brasile e il Qatar, guarda caso tutte realtà alle prese con gli appalti per le grandi competizioni sportive internazionali, del presente e del futuro.

La mappa completa si trova qui. Per chi la apre, c'è un'ulteriore sorpresa. Sconfortante. Riguarda il girone dell'Italia: arancione. Il livello di rischio è medio, ma è la compagnia quella che conta: Algeria, Turchia, Romania e….