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L’e-fashion parla inglese: dove abbiamo sbagliato?

Secondo OC&C Strategy Consultants, la Gran Bretagna è il Paese dove nell'ultimo anno sono stati venduti più articoli di moda via internet agli stranieri. Moda, dico: camicie, cappotti, scarpe. Uno dei nostri core business. Dove stiamo sbagliando? I marchi inglesi che valgono più di quelli italiani?

A leggere con più attenzione, si scopre che la notizia non è questa. Ma una ancora peggiore: l'Italia, in questa classifica dei venditori di moda su internet, nemmeno c'è. Perché? La nostra piazza e-commerce è troppo piccola. Oltre la metà dei volumi mondiali di vendite online nel settore, infatti, fa capo a cinque Paesi soltanto: Gran Bretagna, Stati Uniti, Olanda, Francia e "Paesi scandinavi" (sic, nel report). Burberry, Dr Martens e Barbour i marchi più cercati dagli stranieri. Con buona pace dei Salvatore Ferragano o dei Prada.


Che occasione persa: le vetrine online sono infinitamente meno costose di quelle di mattoni. Perfette per marchi raffinati, competitivi, ma troppo piccoli per trasferirsi armi e bagagli all'estero, nelle vie dello shopping mondiale. Dove sono finite quelle piattaforme online condivise, quelle vetrine multi-marca del made in Italy di cui le associazioni imprenditoriali dovevano farsi promotrici ? Decisamente è l'ora di rispolverare questi progetti. O Dr Martens continuerà a farci le scarpe

  • Gioball |

    Strano che non venga menzionato il sito Italiano Yoox.com che é stato uno dei primi a proporre gli articoli di moda di fascia medio-alta, a prezzo scontato, da parte di tutti gli stilisti. Oltretutto, non bisogna confondere il diverso target di consumatori ai quali si rivolgono questi siti e-fashion.

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