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Se anche la Germania ha i suoi problemi di internazionalizzazione

Anche i migliori sbagliano. A quanto pare, anche la Germania non imbrocca tutte le mosse lungo la via dell’internazionalizzazione.

Ci dicono i dati: nel primo trimestre del 2014 l´industria tedesca ha registrato una diminuzione della domanda di prodotti della Germania all´estero. Si tratta di un calo di ben il 9,4% da parte dei paesi membri dell´Unione Europea, e dell´1,7% dal resto del mondo.

Colpa dell’austerity europea, si dirà, che in nome dei vincoli di bilancio mortifica la domanda. Ce ne sarebbe già abbastanza per suggerire alla Germania di rivedere le sue strategie a Bruxelles, visto che le sue imprese ora pagano pegno delle ristrettezze imposte agli altri. Ma se non fosse solo questo? Se fossero anche un po’ sbagliate anche le sue strategie di internazionalizzazione tout court?

Delle strategie più adatte alle imprese italiane, invece, si parlerà domani a Roma (ore 10, sede di Confcommercio), nel corso di un convegno organizzato da Bureau Van Dijk dal titolo “Strategie di internazionalizzazione per la crescita delle aziende italiane”. Ci saranno tra gli altri i rappresentanti dell’Ice, di Simest, della Bocconi. E ci sarò anch’io.