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Carichiamo mozzarelle e magliette sull’aereo di Obama

Atterrerà a Roma stasera, il presidente Obama. Incontrerà il Papa, il presidente della Repubblica, quello del Consiglio. Si parlerà di marò e di Ucraina, di Expo e di Europa. Nemmeno due giorni in tutto, poi l'Air Force One decollerà alla volta dell'Arabia Saudita.

Carichiamo magliette e mozzarelle, vino e scarpe, sull'aereo del Presidente. Teniamo bene a mente una cosa, durante questo (breve) soggiorno romano: che gli Stati Uniti, con la loro ripresa, sono diventati il sesto Paese più importante al mondo per la crescita dell'export italiano.


E' Sace a ricordarcelo, il gruppo assicurativo di proprietà esclusiva (ancora per poco) della Cassa depositi e prestiti: tra il 2014 e il 2017, nei prossimi tre anni cruciali per la nostra economia, in cui si farà il Paese o si morirà di inerzia, le esportazioni italiane verso gli Stati Uniti cresceranno di quasi il 9% all'anno. 

Rispetto a una Cina o a un Brasile, gli Stati Uniti sono un mercato maturo, quindi più adatto ai prodotti di un altro mercato maturo, quale è il nostro. Sono anche una piazza stabile, al riparo più di altre dalle turbolenze finanziarie.

Cosa compreranno da noi gli Stati Uniti? Il più tradizionale del Made in Italy. Agroalimentare: crescita prevista dell'export del 9,4% all'anno; beni di largo consumo: più 8,3%.

Ecco perché i negoziati sull'accordo di libero scambio tra Usa e Ue ci interessano particolarmente. Speriamo che Renzi se ne ricordi, dopo il pranzo al Quirinale e prima del tour del Colosseo

  • Paolo |

    Io gli caricherei anche un bel po’ dei nostri politici ……

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