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Come mettere a buon frutto il business della sanità

Portare gli stranieri a spendere nel nostro Paese è, in un  certo qual senso, anch'essa un'operazione di internazionalizzazione. 

Ora: abbiamo location spettacolari per soggiorni di cura; abbiamo regioni che nelle cliniche private hanno investito in quantità (con alterne vicende..), e abbiamo anche bravi medici. Perché allora non mettere tutto insieme e copiare il modello Dubai?


L'emirato in questione prima ha investito pesantemente in strutture sanitarie all'avanguardia, poi ha deciso di mettere a frutto tutto questo candidandosi a diventare entro il 2020 la capitale mondiale del turismo sanitario.

E' sulla buona strada? Pare di sì. Due anni fa, tra le sue corsie deluxe ha attirato 107.000 pazienti. Clienti ricchi, provenienti dalla Russia, dai Paesi del Golfo, dalle metropoli del Sudest asiatico. Che fra un intervento di chirurgia plastica, una riabilitazione sportiva, un laser agli occhi o un semplice check up hanno fatto entrare nelle casse della città oltre 177 milioni di dollari. Niente a che vedere con il turismo low cost delle protesi dentarie.

L'obiettivo 2020 è di salire a 500mila clienti (perché di questo si tratta) e quadruplicare il giro d'affari. Per questo Dubai sta studiando la realizzazione di pacchetti ad hoc da promuovere sui mercati internazi0nali, e sta anche realizzando un portale unico dove i turisti possono trovare raccolta tutta l'offerta del Paese. 

Un buono spunto, per l'Italia. La legislazione europea sulla libera circolazione dei pazienti ci aiuta. E si potrebbe sempre trovare un modo affinché anche le casse della Sanità pubblica ne traggano giovamento.

  • DeadHope |

    Bisognerebbe precisare che negli emirati arabi le fasce sociali deboli non hanno alcun diritto alla assistenza sanitaria se non minimale , che le agevolazioni fiscali per chi investe in sanità privata sono per noi inimmaginabili , che la capacità di attrazione di personale sanitario di alto profilo tecnico è rispetto alla nostra ad una distanza siderale , che la burocratizzazione dell’atto medico è infinitesimamente ridotta sempre rispetto alla nostra , che , in genere come in gran parte dei paesi dotati di una buona struttura giuridica , l’errore medico è depenalizzato . Risolte queste quattro ” pinzillacchere ” ( Mi scusi il principe Antonio De Curtis per il furto verbale ) si potrà sperare in attrattività di respiro internazionale.

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